“Export e Mezzogiorno d’Italia. Avanti tutta!” (Intervista a cura di Pasquale Canu)

Sono veramente felice di poter condividere con tutti voi l’intervista “Export e Mezzogiorno d’Italia. Avanti tutta!” che è “partorita” dall’idea del mio, ormai, carissimo amico Pasquale Canu. E’ stato stupendo e davvero interessante poter analizzare e riportare ciò che, realmente, penso sulla situazione economica ed imprenditoriale del Sud, che è stata la mia casa e, tuttora, risulta essere la mia “base principale”. Ho cercato di rispondere con occhio critico ed in maniera distaccata. Ringrazio, inoltre, Second Cup Canada, sulla rue Côte-des-Neiges, per essere stato sponsor tecnico con i suoi cappuccini scremati e Wi-Fi!

Second Cup Montrèal

Di seguito, riporto degli estratti dell’intervista che, per coloro che fossero interessati a leggerla per intero, potrete trovare nella versione integrale al seguente link: http://www.wexportlife.com/2014/11/export-e-mezzogiorno-ditalia-avanti.html.

Per cominciare, descrivici la tua attività e ciò che si propone.

Io mi occupo di consulenza per le imprese che intendono internazionalizzarsi, e a tal riguardo, la mia mission è quella di supportare i miei clienti ad individuare “la migliore strada da percorrere”, da fare insieme per i primi chilometri, sin quando non raggiungono un sufficiente grado di autonomia. Per me è importante che essi acquisiscano i processi e i metodi più efficienti, ed allo stesso tempo, efficaci, affinché internazionalizzare costituisca la prassi della loro attività.

Quando collaboro con le imprese per implementare il processo di internazionalizzazione, inizio prima di tutto effettuando assieme a loro una reale ed attenta analisi della situazione aziendale in essere, che tocca i seguenti elementi principali: il proprio passato, i risultati raggiunti per periodo, i processi commerciali e di marketing messi in atto sino a quel momento, la corporate vision and mission, ossia quali sono i valori e le aspirazioni che proiettano l’imprenditore verso una nuova dimensione e verso nuove sfide, e come la propria organizzazione sia in grado di operare per sostenere gli scenari strategici ideati […]

Qual è lo stato attuale dell’export del Mezzogiorno e quali sono i partner storici con cui sinora si sono maggiormente intrattenuti rapporti di interscambio? Come vedi il commercio estero nel Sud Italia, in proiezione futura?

L’export italiano in generale è debolmente in crescita anche se dagli ultimi dati diffusi dai vari istituti di ricerca emerge che la competitività del made in Italy è in aumento. Vi è poi una crescita considerevole del numero di piccole imprese che decide di superare i confini nazionali, pur essendo a volte soltanto presenti a livello regionale o in aree poco più estese. Crescono i piccoli operatori il cui fatturato relativo all’export rappresenta soltanto una piccola porzione di quello totale […]

Ci sarebbero secondo te i presupposti per una politica strategica che miri a compattare le regioni del Sud Italia in un’ottica di sistema, affinché si crei un’unica entità con un’unica voce che possa dialogare meglio col mondo, evitando la frammentarietà? Vedresti in ciò dei vantaggi?

Assolutamente sì. Sono un fervido sostenitore del concetto di “rete/network” e di azioni comuni con l’obiettivo di ridurre, quanto più sia possibile, il deficit dimensionale e di competenze delle nostre aziende.

Qualcosa si è mosso negli ultimi anni, grazie anche al Piano Export Sud – Piano Export per le Regioni della Convergenza, per esteso – promosso e spinto fortemente dal rinato ICE, la cui mission è proprio quella di creare un programma di coesione tra i vari territori del Sud Italia favorendo il processo di internazionalizzazione delle PMI, puntando soprattutto sul made in Italy dell’Agroalimentare, di cui il Sud è un importante ambasciatore […]

C’è una regione del Sud Italia che ti colpisce più di tutte e perché? Puoi parlarci della Calabria, tua regione di riferimento?

Senza ombra di dubbio la Puglia, sulla quale mi soffermo nuovamente. È stupefacente assistere a quanto di positivo sta avvenendo in questa regione. In Puglia è stata messa in atto una politica promozionale della risorsa per eccellenza del Mezzogiorno, il turismo, facendo registrare numeri davvero importanti. Basti pensare che nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012, la presenza di turisti stranieri ha fatto segnalare un’incredibile +42,8%, contro il +10,5% della media nazionale, nonostante tuttavia fossero anni fortemente caratterizzati da eventi economico-finanziari negativi nel panorama mondiale […]

Per un’ottimizzazione dei processi di internazionalizzazione, di cosa le imprese del Meridione hanno prioritaria necessità e secondo te quanto gli imprenditori e i managers del Sud con le loro aziende sono preparati e proiettati all’export?

Vi è un problema di fondo nell’organizzazione delle imprese del Meridione: struttura organizzativa “super” accentrata. L’imprenditore si trova di fatto a ricoprire tutte le funzioni di vertice nei vari dipartimenti: responsabile di produzione, amministrativo, commerciale, risorse umane, della logistica e, dulcis in fundo, marketing. Ai collaboratori spettano soltanto attività di pura esecuzione. Troppe restrizioni, limiti, errori di valutazione, mancanza di conoscenza approfondita delle tematiche dipartimentali […]

I giovani del Sud come possono contribuire e quanto possono essere integrati in un discorso di internazionalizzazione? Che tipo di preparazione gli consiglieresti di acquisire e quali iniziative potrebbero intraprendere nel Sud Italia, evitando in tal modo di dover emigrare al Nord Italia o all’estero per ottenere un’occupazione che sempre più frequentemente nel Mezzogiorno viene a mancare? Quali occasioni nel Sud potrebbero sfruttare?

La tua domanda mi fa venire in mente le famiglie giapponesi proprietarie di aziende, che nel periodo della rinascita post-bellica era per loro usanza inviare i propri figli a seguire i migliori corsi universitari dell’Europa orientale e del Nord America, oltre che a farli lavorare in società ubicate in queste stesse aree geografiche. Perché tutto questo? Per far apprendere al meglio alla loro prole le best practicesda poter successivamente mettere in pratica all’interno delle proprie aziende di famiglia, determinando come effetto virtuoso indiretto, il conseguente progresso del Paese nipponico.

Questo esempio, aiuta a comprendere che i giovani hanno bisogno di far emergere la propria audacia per uscire dal guscio e andare alla ricerca di sorgenti di “sapere”, mettere insieme il tutto e interpretandolo in maniera tale da sfruttarlo al meglio utilizzando la propria chiave di lettura, al fine di ottenere risultati apprezzabili e di successo […]

 

 

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